Settembre 19, 2023

Il Festival del Ciarlatano

By In Curiosità

Il Festival del Ciarlatano è senza dubbio tra gli eventi meno conosciuti e più insoliti per chi non è del luogo.

Dopo una calda mattinata passata a cercare un negozio che ripara telefoni (il cellulare di Matteo la sera prima ha fatto un tuffo nell’abbeveratoio ovino ai Piani di Castelluccio) ci siamo avviati verso Cerreto di Spoleto, un’antica cittadina di poco più di mille abitanti in provincia di Perugia, incuriositi da un cartellone pubblicitario che ci diceva che in quei giorni il borgo avrebbe ospitato il Festival del Ciarlatano.

Ciarlatano” è la fusione fra “Ciarla” -parlare a vanvera- e “Cerretano” abitante del comune di Cerreto di Spoleto appunto, ed è un termine utilizzato a livello internazionale.

A chi non è capitato di dare del ciarlatano a qualcuno almeno una volta nella vita?

In epoca medievale i cerretani, dopo aver perso la guerra con Spoleto, non si diedero per vinti e lavorando per le grandi Istituzioni Ospedaliere dell’epoca, autorizzate dalla Curia romana, ebbero un ruolo importante nella diffusione del mercato delle indulgenze, tanto che “Cerretano” divenne sinonimo di “questuante”.
Dal XV secolo il loro comportamento degenerò. Iniziarono a falsificare documenti e raggirare la popolazione, da qui la connotazione negativa assunta nel tempo da questo termine.

“Coloro che per le piazze spacciano unguenti, o altre medicine, cavano i denti o fanno giochi di mano che oggi più comunemente dicesi Ciarlatani […] da Cerreto, paese dell’Umbria da cui soleva in antico venir siffatta gente, la quale con varie finzioni andava facendo denaro“.

I Ciarlatani mettevano in atto vere e proprie rappresentazioni teatrali attirando l’interesse dei popolani, ed è proprio questo il cuore del Festival.

I primi eventi iniziano già intorno alle 16, con l’apertura del Museo del Ciarlatano, di un bellissimo workshop a tema di origami per bambini, un laboratorio sulla costruzione dei burattini e una performance di tre commedianti nella piazza alberata all’ingresso del paese.

“Rimanete per la festa di stasera?” chiede il barista mentre intasca i due euro del caffè.
Perchè no. Occupiamo il pomeriggio a passeggiare con Noodles per le vie del borgo. Le ore più calde le trascorriamo sotto il campanile della chiesa, seduti su un panchina appoggiata strategicamente in una via che serpeggia tra le curatissime case del borgo. Davanti a noi scorre la vita quotidiana degli abitanti: chi scuote una tavaglia, chi tinge un cancello, chi annaffia, una persiana che sbatte…Poco lo spazio che ci divide, non vogliamo disturbarci a vicenda: loro ci sbirciano con un sorriso, noi alterniamo la curiosità antropologica al panorama che si apre alla nostra destra.

Intorno alle 20 ci avviamo verso la piazza principale del paese, Piazza del Pontano.
Gli stand enogastronomici sono già attivi, con degustazioni di ricette di erbe spontanee, prodotti tipici e Menù del Ciarlatano (sughi di carne, arrosticini, tartufo e agnello fanno da padroni per l’intero weekend).
Decidiamo di iniziare con l’aperitivo del Ciarlatano al bar dove avevamo già preso il caffè nel pomeriggio e poi girelliamo per la piazza con un cono di arrosticini e una birra piccola.

Alle 21 inizia lo spettacolo, un varietà comico per tutti.
Dopo una iniziale perplessità, devo dire che entrambi siamo stati presi dalla rappresentazione teatrale. Riuscire a far ridere e partecipare il pubblico è davvero un mestiere ostico e i commedianti lo sanno. I bambini in prima fila aiutano a creare un’ottima atmosfera, tutti vogliono provare “l’Elisir 32” capace di curare ogni male e alla fine l’interazione anche con gli adulti più scettici funziona.
Lasciamo la piazza ancora in festa, noi dobbiamo cercare un posto per passare la notte.

uomo e donna artisti di strada sul palco

I ciarlatani, uno spettatore invitato sul palco e “l’Elisir 32” capace di curare ogni male.

uomo donna commedianti  e uomo del pubblico sul palco

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