E che pensieri immensi,
che dolci sogni mi spirò la vista
di quel lontano mar, quei monti azzurri,
che di qua scopro, e che varcare un giorno
io mi pensava, arcani mondi, arcana
felicità fingendo al viver mio. (Leopardi G.)
Il Cordone del Monte Vettore è detto anche il Sentiero delle Fate. Si presenta come una fascia trasversale di roccia nuda e ghiaia, una scarpata di faglia che si è riattivata con il sisma del 2016.
La leggenda narra che una volta le fate della montagna, forse al servizio della malvagia Maga Sibilla, si fossero trattenute troppo a lungo nelle danze con i giovani di Pretare (frazione di Arquata del Tronto) e, per non essere sorprese dalla luce dell’alba che avrebbe rivelato la loro natura semi-umana, fuggirono con tanta foga da scavare una mulattiera solo con le loro zampe di capra.
Secondo un’altra versione, le fate fuggirono dalla festa dopo che un uomo, insospettito dallo strano rumore dei piedi delle donne durante la danza, alzò le gonne di una di esse e scoprì le parti caprine.
A Pretare nel giorno di San Rocco si fa rivivere questa antica leggenda: un gruppo di giovani donne, vestite da fate, raggiunge lentamente il centro del paese da una strada di campagna e arrivate alla piazza danno inizio alle danze.

