Settembre 28, 2023

L’ Aquila Reale: la regina della Gola del Furlo

By In Curiosità
― L'ommini so' le bestie più ambizziose,
― disse l'Aquila all'Omo ― e tu lo sai;
ma vièttene per aria e poi vedrai
come s'impiccolischeno le cose.

Le ville, li palazzi, e li castelli
da lassù sai che so? So' giocarelli.
L'ommini stessi, o principi o scopini,
da lassù sai che so'? Tanti puntini!

Da quel'artezza nun distingui mica
er pezzo grosso che se dà importanza:
puro un Sovrano, visto in lontananza,
diventa ciuco come una formica.

Vedi quela gran folla aridunata
davanti a quer tribbuno che se sfiata?
È un comizzio, lo so, ma da lontano
so' quattro gatti intorno a un ciarlatano.
Trilussa "L'Aquila"

Di ritorno dal Monte Cucco ci siamo diretti verso la Gola del Furlo, una spettacolare formazione geologica che si trova nel Parco Naturale omonimo nel cuore dell’Appennino centrale, scavata dal fiume Candigliano, meta per kayak e canottaggio.

La gola è caratterizzata da grandi pareti rocciose che si innalzano verticalmente su entrambi i lati.
Le rocce sono principalmente calcaree e il cambio di luce con il passare delle ore crea uno spettacolo di colori.

roccia e fiume

E’ un’area protetta, e come tale, sono davvero tante le specie animali e vegetali da poter ammirare.
La zona della Toscana dalla quale noi arriviamo non è certo sgombra di paesaggi suggestivi, ma sostare in questo angolo di mondo fa venire la voglia di tornare.

Uno dei motivi che ci spingerà in futuro ad approfondire la conoscenza di questa zona è stato senza dubbio l’incontro con Maurizio Saltarelli, un appassionato osservatore della natura e della fauna selvatica che trascorre il tempo libero appostato con il suo telescopio lungo il fiume, in compagnia di amici fidati. Attende per immortalare il comportamento degli animali del Parco, ma soprattutto, quando lo abbiamo incontrato noi, pazientava lo spiccare il volo de L’aquila reale.

Oltre alla cordialità, la condivisione dell’attesa e del momento giusto sono i motivi che rendono emozionante e familiare stare in sua compagnia.

Abbiamo parcheggiato in uno spiazzo proprio davanti la sua postazione.
Grazie ad un sistema di digiscoping, che combina un telescopio con una fotocamera digitale o smartphone, è possibile catturare dettagli molto distanti e impensabili.
Adulti e bambini si divertono a sbirciare e vengono intrattenuti con video e foto di passati avvistamenti, in particolare per il quinto anno consecutivo le aquile reali sono tornate a nidificare nella Riserva e lo spettacolo degli aquilotti è garantito.

“Eccola”.

Il chiacchericcio si interrompe, una coppia sfrecciando in motorino urla “Ciao Maurizio”, ma l’attenzione ormai è tutta per lei.
Senza apparente sforzo sfrutta le correnti d’aria che si formano nella gola per prendere quota, preferisce usare i momenti in cui le termiche sono più forti, così può veleggiare e non è costretta a battere le ali. Scivola in picchiata, poi risale, il suo volo è un’opera d’arte. E’ giovane, in forza, si chiama Milo. Le sue piume brillano al sole.
Non è sola. Un Falco Pellegrino le gira intorno, quando la vede avvicinarsi troppo al suo nido non gradisce, sarà anche la regina dei cieli ma lui è determinato e territoriale, non teme di infastidire per farla allontanare.

Qualcuno prova ad interrompere il silenzio “oggi si fa vedere proprio bene, siete fortunati”.

Lo prendiamo come un regalo, ci scattiamo una foto di gruppo finita chissà dove.
“Ci vediamo l’anno prossimo”.

Aquila Reale e Falco Pellegrino volano tra i monti

E ora via verso Gubbio!

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