Quando vogliamo iniziare a respirare sul serio l’aria natalizia e il profumo delle tradizioni, dalle nostre parti è sufficiente andare alla Festa dei bollenti nella notte di Santa Lucia, nel borgo omonimo di Massa.
Sia il Circolo Acsi (che devolve l’intero ricavato in beneficienza) sia la Chiesa di fianco, iniziano a setacciare la farina di castagne e dare forma a bollenti, pattone e castagnaccio.
Ma andiamo per ordine e parliamo innanzi tutto della materia prima.
Negli ultimi vent’anni si è assistito a una ripresa d’interesse verso il castagno e il suo bellissimo frutto, tanto che ad Antona, piccolo paese arroccato nelle Alpi Apuane. la farina di castagne si è conquistata il marchio DOP.
Una volta raccolte, le castagne Carpinesi vengono portate all’essiccatoio, stese su un graticcio di legno posto a circa 2 m da terra e vengono attentamente seccate dal fumo e dal calore del fuoco allestito a terra.
L’operazione di seccatura dura circa 40 giorni. Successivamente vengono battute con la “mazzalanga”, disco di legno provvisto di lungo manico, per l’eliminazione della buccia e ripassate nell “abbiolo” per il completamento della pulitura.
Dalla lunga Valle del Frigido, la farina arriva dritta a noi, come il vento di Tramontana che scende dal Monte Cavallo e ti sferza viso e mani e si incanala sulla via Bassa Tambura, che ospita una lunga fila di macchine parcheggiate.
E’ l’ora di cena, ghirlande e luci natalizie con fatica danno una mano ai lampioni ad illuminare le viuzze del paese, fuori non c’è nessuno. Ma basta varcare una porta perché tutto cambi.


Il circolo ti accoglie con e come un buon bicchiere di vino rosso.
Il Menù prevede i bollenti , una specie di crepes da farcire con ricotta di pecora massese o salumi tipici e per i più moderni anche Nutella. Buonissime anche le pattone, a base di farina di granturco, più simili ad una focaccina con olive e salsicce.
Tutti cibi storicamente legati ai numerosi opifici alimentati dall’acqua (il Frigido) e alla lunga attesa ai frantoi ad esempio.
Ma la particolarità sta ancora di più nei “Testi”, gli attrezzi con i quali vengono cotti. Si tratta di due piastre in ferro accoppiate, al centro delle quali si mette un mestolino di impasto.




E’ la notte di famiglie ed amici, ma anche sconosciuti, che uniscono le sedie intorno a lunghi tavoli in legno e attendono. I testi hanno bisogno di tempo e bisogna portare pazienza.
Così ad uno ad uno aspettiamo il nostro nome, urlato ad alta voce dallo staff, per correre
a prendere l’ordine.


E poi non vuoi fare un secondo giro?



Tenetelo a mente sotto Natale…un piccolo mondo antico a due passi dalla cittá che ti lascia il sorriso stampato.
Ci vediamo il prossimo anno 🌰😉



